Alberto II di Monaco

Alberto II di Monaco
attuale Duca di Mazzarino

domenica 29 aprile 2012

Gemellaggio Pescina - Mazzarino (CL)

Scambio culturale tra la Città di Pescina e la Città di Mazzarino (CL)‏ L’Amministrazione comunale di Pescina e l’Istituto Comprensivo “Fontamara” sono lieti di comunicare che, il giorno 27/04/2012, dalle ore 10:00, la Città di Mazzarino (CL), con i ragazzi della scuola secondaria di primo grado, i professori ed i rappresentanti istituzionali della Comunità Mazzarinese, faranno visita alla Città di Pescina. L’Amministrazione comunale, insieme alla Direttrice dell’Istituto Comprensivo “Fontamara”, dott.ssa Franca Mazzali, al Parroco della Concattedrale dei Marsi, Don Giovanni Venti, ai delegati delle Istituzioni del Centro Studi “Ignazio Silone” e della Casa Museo Mazzarino, rispettivamente Diocleziano Giardini e il prof. Ferdinando Antonagelo, oltre che a fare gli onori di casa, accompagneranno i ragazzi in un percorso tra i sentieri di Silone e Mazzarino. Alle ore 10:00 ci sarà un momento di accoglienza nella Scuola “Fontamara” con il Dirigente scolastico e gli alunni per un momento didattico-culturale, successivamente ci si sposterà all’interno della Sala consiliare per un incontro tra i rappresentanti delle Istituzioni delle due comunità e , dopo la pausa pranzo, si terrà il Tour alla scoperta della Città di Pescina. Il Presidente del Consiglio comunale Stefano Iulianella

mercoledì 13 aprile 2011

Manifestazione di Pescina

Lunedì, 11 Aprile 2011, 10 letture
Domenica 10 aprile a Pescina, incantevole paesino abruzzese della Valle del Giovenco, si è tenuta nella piazza intitolata al cardinale Giulio Raimondo Mazzarino, l’inaugurazione del busto del bel siciliano che fece grande la Francia.
Alle 10 il sindaco Maurizio Radichetti, accompagnato dalla banda del paese e dall’ Amministrazione comunale al completo, ha scoperto il busto realizzato dallo scultore pescinese Vittorio Pollio. Poi, con tutte le autorità presenti ci si è spostati alla Casa-Museo intitolata al cardinale per l’inaugurazione della “loggetta” restaurata che un tempo faceva parte del nobile palazzo dove nacque il presule ed unica sopravvissuta al terremoto del 1915, che finalmente è stata aperta al pubblico.
Alle 11,30 all’interno della Casa-Museo, si è tenuta la conferenza con i prestigiosi interventi degli storici Argante Ciocci su “ La Politica del Mazzarino nel 1600”, e del professore Franco Salvatori dell’Università di Roma “Tor Vergata”, Presidente della Società Geografica Italiana. Il dibattito è stato moderato dal direttore della Casa-Museo, il professore Ferdinando Antonangelo, che alla fine ha presentato l’iniziativa di traduzione e pubblicazione di un manoscritto autentico in lingua latina attribuito al Cardinale Mazzarino, come attestato dalla certificazione della Biblioteca Ambrosiana, dal titolo “Preceptae politicae”.
Ospiti d’onore della manifestazione, i discendenti del Cardinale, ovvero il Conte Adriano Mancini dei Marchesi di Fusignano con la gentile consorte donna Susanna La Longa ed il figlio, il Conte Federico La Longa Mancini con la moglie in dolce attesa Maria Emanuela Amato Scirè, che presto arricchiranno la Casa-Museo con preziose stampe e documenti del loro archivio privato.

martedì 12 aprile 2011

Manifestazione di Pescina

Giornata celebrativa a Pescina dedicata al cardinale Mazzarino e alla politica del 1600
Pescina. Una giornata celebrativa sulla figura di Mazzarino. Il direttivo della Casa Museo “Mazzarino”, guidato da Ferdinando Antonangelo, di concerto con l’amministrazione comunale di Pescina ricorderà domenica l’importante figura storica pescinese, primo ministro di Luigi XIV. Alle 10 ci sarà l’installazione e l’ inaugurazione del busto in bronzo raffigurante il Cardinale Mazzarino nella piazza omonima. L’opera proviene dalla fucina dell’artista abruzzese Vittorio Pollio. alle 11 sarà inaugurata la loggetta ristrutturata della casa natale del Cardinale Mazzarino, unico resto della dimora rimasto intatto in seguito al terremoto del 1915. Seguirà nella Casa museo una conferenza da tema “La politica di Giulio Raimondo Mazzarino nel 1600”, a cura di Argante Ciocci. Nell’ambito di tale convegno verrà presentata l’iniziativa di traduzione e pubblicazione di un manoscritto autentico in lingua latina attribuito al Cardinale Mazzarino, come attestato dalla certificazione della Biblioteca Ambrosiana, dal titolo “Preceptae politicae”, attualmente in possesso della “Casa Museo Mazzarino”. L’opera è di notevole interesse sotto il profilo linguistico- filologico nonché per gli aspetti storici e politici del contenuto che ha ispirato le numerose “Mazarinades”. Interverrà Franco Salvatori della Facoltà di Lettere dell’Università “Tor Vergata” di Roma.

mercoledì 2 febbraio 2011

lettera prof. Andrea Conti

Chiarissimo Professore,
il volume “ Il mistero Mazzarino”, con la Sua gentilissima e per me graditissima dedica per la mia persona, è giunto nelle mie mani sano e salvo questa mattina; ho già sfogliato le pagine che Ella ha scritto e già da questo primo contatto, ho costatato la loro capacità di destare la mia curiosità.

A breve Le invierò la documentazione storica in mio possesso sulla famiglia materna del grande Cardinale – Bufalini e Belluomini – e sui rapporti di essa con i miei antenati e, tramite essi, con altre famiglie romane).

Con viva cordialità,

Andrea Conti

lunedì 13 settembre 2010

«Il mistero mazzarino» a Montecarlo Il libro del mazzarinese Ferreri sarà presentato dall'associazione «Monaco Italia»

da lasicilia.it Lunedì 13 Settembre 2010


L'associazione "Monaco Italia" di Montecarlo nella sua programmazione ha inserito la presentazione del libro "Il mistero mazzarino" del mazzarinese Giuseppe Ferreri. «La promozione di questo evento culturale - afferma l'autore dell'opera - nasce dal fatto che dal libro si evince in maniera documentata che l'attuale duca di mazzarino è il principe Alberto II° di Monaco. La famiglia nobiliare mazzarino - continua l'autore - nacque dalla discendenza normanno-sveva che era in possesso della Signoria e che si fregiava del titolo di "conte di mazzarino" che venne trasmesso ai discendenti. Il cardinale mazzarino discendente di questi conti, in virtù delle sue azioni politiche e amministrative acquisì in dono da Luigi XIV, re di Francia, il titolo di duca che assommò a quello di conte di mazzarino, nobilitandolo.Il titolo di Duca di mazzarino, pervenne alla famiglia principesca dei Grimaldi nel 1777. All'evento molto atteso parteciperà l'ambasciatore di Monaco in Italia Monsieur Blanchì e la dott.ssa Ida Rampolla del Tindaro, Presidente dei francesisti italiani e il conte Mancini Federico La Longa. Inoltre - conclude Ferreri - in occasione delle festività della Madonna del Mazzaro, in città si terrà un raduno dei "mazzarino in the world" guidato dalla italo-francese Martine mazzarino che è stata qui per la festa del SS. Crocifisso dell'Olmo.Per l'occasione parteciperà alla cerimonia religiosa anche il Vescovo di Pescina e Avezzano mons. Pietro Santoro e il parroco della chiesa della Madonna delle Grazie don Giovanni Venti che concelebrerà una messa con il nostro vicario foraneo don Carmelo Bilardo».Concetta Santagati

lunedì 26 luglio 2010

Il cardinale Mazzarino era il padre del Re Sole?

Da un articolo pubblicato da "La Repubblica" del Dott. Agistino Spataro

Il cardinale Mazzarino era il padre del Re Sole?


Sulla sicilianità di Pietro non ci sono più dubbi: egli, infatti, nacque a Palermo (nel 1576?) e qui visse nel palazzo di famiglia, i cui resti fatiscenti si possono ancora vedere, fra cumuli d’immondizia e spaventose povertà, in piazza Garraffello, alla Vucciria, fino a quando non si trasferì a Roma, per motivi di lavoro, dove morirà nel 1654. (2)

Anche su quella del Cardinale, suo figlio, s’incontrano riscontri chiari nella memorialistica storica e perfino nelle famigerate “mazarinades” che i suoi avversari fecero circolare in Francia durante le guerre della Fronda secondo le quali Mazzarino era “il facchino siciliano”. Per il principe Condé, suo potentissimo nemico, era “il furfante di Sicilia”.
Lo stesso Louis Saint-Simon, figlio di Claude il “favorito” che Luigi XIII licenziò con la grave accusa “di andare a donne”, (3) mise in dubbio la nobiltà dei natali del Cardinale, ma non la sua origine siciliana:“i Mazarino erano della Sicilia, del Val di Mazara…”

Giulio Mazzarino: il più grande primo ministro di Francia

Ma se all’estero questo dato era noto, seppure con una connotazione spregiativa,
in Italia la gran parte degli studiosi l’hanno quasi ignorato.
Taluni hanno parlato di cardinale “italiano” o “abruzzese” per via del fatto che egli nacque a Pescina il 14 luglio 1602- (che giorno presago per la futura storia di Francia!) dove donna Ortensia andò a partorire. Mai siciliano, anche se già il cognome era indicativo.
Ora- sia chiaro- questa illustre sicilianità nulla toglie e nulla aggiunge al prestigio dei reali di Francia e, per altri versi, alla Sicilia. Semmai, i siciliani ne potrebbero ricavare un qualche motivo di compiacimento e, al contempo, d’amarezza poiché si confermerebbe la tendenza secondo cui l’Isola, per le vie dell’emigrazione, ha sempre donato al mondo i suoi figli migliori, trattenendo per se i mediocri, i peggiori.

In fondo, anche nel caso dei Mazzarino (Pietro e Giulio) di emigrazione si trattò, anche se di uno standard sociale altolocato. Così come stupisce il troppo indugiare sui quarti di nobiltà del Cardinale, quando Richelieu, personalità potente e navigata, senza troppo sottilizzare, strappò l’intraprendente Giulio alla cancelleria del Papato e ne fece il suo degno successore.In diciotto anni di geniale governo, Mazzarino si affermerà come il più grande primo ministro della Francia e dell’Europa del ‘600.

Opinione, certo, impegnativa che riflette il pensiero di taluni, eminenti storici francesi: P. Robiquet (4) parla del trattato dei Pirenei (con la Spagna) come del trionfo politico di Mazzarino “un’opera perfetta e uno dei monumenti più belli che ci ha lasciato la diplomazia francese…”, mentre Auguste Bailly (5) da atto della sua saggezza e lungimiranza politica che consentì alla Francia di esercitare “una supremazia sull’Europa più mediante il dispiegamento del suo pensiero che degli eserciti.”
Credo che bastino queste due considerazioni per celebrare la gloria del ministro Mazzarino.

Fra il Cardinale e la Regina: una bellissima storia d’amore

Ma torniamo alla domanda iniziale alla quale nessuno può rispondere con certezza. In Francia taluni hanno negato tale paternità del Cardinale, anche per “amor patrio”, altri l’hanno affacciato. Anche la ristretta cerchia di coloro che conoscevano le circostanze del probabile concepimento extraconiugale di Luigi XIV non avrebbero potuto ammetterlo né tantomeno dichiararlo in pubblico.In mancanza di prove certe si può solo procedere per deduzione, partendo dai diversi pareri e dalle memorie che, in generale, propendono per una risposta affermativa.Oltre la complicità politica, fra il Cardinale e la Regina ci fu una bellissima storia d’amore, ricca di sentimenti e d’ardenti passioni, recentemente illustrata anche da un avvincente film prodotto, nel 2008, per la tv “France2”: “La reine et le Cardinal”, per l’appunto.

Ne fanno fede le undici lettere cifrate, decriptate e pubblicate da Ravenel. In una delle quali (datata 11 maggio 1651), il Cardinale, rispondendo alla Regina che lo aveva rassicurato sulla buona salute del piccolo re, scrive “Tutto quel che mi dite del Confidente (Luigi XIV ndr) mi entusiasma e credo fermamente che sarà la nostra consolazione”. Lo storico nota che “ne parla come si parla di un figlio dal quale molto si aspettano i genitori”.(6)


Il Cardinale amò il piccolo Luigi, formalmente “suo figlioccio”, di un amore paterno e gli dedicò molte delle sue quotidiane cure per istruirlo nella difficile arte di governare gli uomini e gli eventi. A. Bailly (op. cit.) nota che “esteriormente i loro rapporti erano pressoché quelli di un padre e di suo figlio”.
Per il bene del re, Mazzarino si mostrerà implacabile nel negargli la mano di sua nipote Maria Mancini. Per il Cardinale, e la sua grande famiglia, avere la nipote sul trono di Francia sarebbe stata l’apoteosi. Eppure, impedì quel matrimonio per far sposare Luigi con l’Infanta di Spagna e così suggellare l’accordo strategico con la monarchia iberica. Non si commosse nemmeno quando- come scrive Bussy-Rabutin (7)- “Luigi XIV, si gettò ai suoi piedi e lo pregò in lacrime chiamandolo “papà”.

Una storia complessa, intrecciata di segreti e di dolci intimità che rileviamo solo per necessità d’indagine giacché la vita privata dei suoi protagonisti ha molto influenzato quella pubblica.

Oltre i sentimenti, infatti, entrano in ballo la politica e la ragion di stato.
La mancata nascita di un successore di Luigi XIII poteva compromettere il futuro della dinastia regnante e quindi gli assetti di potere in Europa. E, dopo oltre due decadi d’infruttuoso matrimonio, il Delfino non c’era ancora e si disperava che potesse arrivare per la legittima via coniugale.

Dopo 23 anni d’infruttuoso matrimonio, nasce il Delfino

Ufficialmente, il concepimento del re Sole avvenne in una notte buia e tempestosa del dicembre 1637, quando la Regina lasciò improvvisamente la sua residenza e si recò al Louvre decisa a incontrare, a letto, il legittimo consorte. Al bambino, che vide la luce il 5 settembre 1638 (dopo 23 anni di separazione di fatto), furono imposti i nomi di Luigi XIV e Diodato. Quel riavvicinamento improvviso parve “strano” all’entourage della Corte. Forse, Anna cercò quell’incontro per legittimare un inconfessabile rapporto. “Guitaut, il capitano delle guardie, - annota il Roca- “ ne trasse la conclusione, un po’ azzardata, che Luigi XIV e il fratello Filippo d’Anjou fossero, forse, figli di Mazzarino che era a Parigi e conosceva da tempo Anna d’Austria.”

La relazione fra il Cardinale e la Regina ebbe inizio nel 1634 con l’arrivo trionfale di Giulio Mazzarino a Parigi quale nunzio apostolico straordinario. (8)
In realtà, era stato Richelieu a chiamarlo in Francia per farne il suo principale collaboratore in politica estera. “A Parigi, Mazzarino stupisce la corte per il suo fasto- scrive Auguste Bailly- Egli era bello come sua madre.” M/me de Motteville, che non l’amava affatto, ammette “ch’era impossibile non lasciarsi incantare dalla sua dolcezza”; addirittura, Bussy-Rabutin riconosce che “era l’uomo più ben fatto del mondo”
Perciò, Anna d’Austria “delusa da suo marito, non avendo conosciuto l’amore, non poteva restare insensibile allo charme di questo seducente italiano che frequentava assiduamente la corte…”

L’omosessualità di Luigi XIII

Sulla “delusione” della Regina pesano diversi fattori fra cui le tendenze omosessuali, più o meno, palesi di Luigi XIII suo consorte. Su tale, scabroso aspetto della vita intima del re esiste una vasta letteratura che va dalle relazioni degli ambasciatori alle memorie di diversi “favoriti”.

“La corrispondenza del Nunzio è deliziosa - nota Robiquet- Ci fa sapere che Luynes (Charles, maestro falconiere e primo amante del giovane re, ndr) “cerca d’indurre il re ad amare la Regina e fa di tutto per persuaderlo a dormire con lei. Dormire!!!” (9)
Nell’aprile del 1618 (tre anni dopo il matrimonio), padre Arnaux tornò alla carica…ma agli inviti del suo confessore il Re oppose una disperata resistenza. Il Nunzio scrisse a Roma, sconsolato, che “il sovrano ha troppo pudore e non sente desiderio per nessuna donna, chiunque essa sia.” (10)
Richelieu, che conosceva nei minimi dettagli i freddi rapporti della regale coppia, dopo aver tentato (invano) di conquistare il cuore di Anna d’Austria, fece di tutto per favorire la relazione col giovane nunzio romano che- ricorda Tallement- presentò alla Regina con le seguenti parole: “Signora, l’amerete molto; assomiglia a Buckingam”. Si riferiva, maliziosamente, al primo ministro inglese col quale Anna aveva avuto, anni prima, un’avventurosa relazione sulla quale si diffonde anche A. Dumas nel suo “I tre moschettieri”.

Il matrimonio segreto

Ben presto il galante diplomatico italiano farà colpo nel cuore della Regina che- racconta M. Lavisse- l’amerà “con unapassione che fu la follia della quarantina”- e che, alla morte del marito, sposerà- assicura la principessa d’Orleans- con una cerimonia segreta, ma in regolacon i sacramenti, poiché Mazzarino, pur essendo cardinale, non aveva preso i voti sacerdotali.

Infine, vi segnalo una chicca che un po’ compendia il pensiero del nostro Cardinale.
A quanti invocavano vendetta contro i suoi nemici diffamatori, a mezzo stampa (le mazarinades, ossia una sistematica e rancorosa violazione della privacy sua e dei suoi cari) egli rispondeva: “Bisogna lasciar dire, quando ci lasciano fare”.

La forza tranquilla del grande statista. Quanta differenza rispetto a chi oggi, in Italia, vorrebbe imporci una legge-bavaglio per limitare la libertà d’espressione!
Per concludere. Ritengo che questi e altri argomenti rafforzino l’ipotesi della paternità del Cardinale anche se- come detto- non possono affermarla con certezza. A questo punto, per accertare la verità biologica non resterebbe che la prova del Dna.

venerdì 19 febbraio 2010

5 Marzo 2010 Presentazione del libro il Mistero Mazzarino A Piossasco Torino

Giorno 5 Marzo nel Teatro di Piossasco (TO), a cura dell''Amministrazione Comunale e dell'Associazione dei Mazzarinesi di Piossasco e Cinisello Balsamo (MI), si svolgerà la presentazione del libro il Mistero Mazzarino, sarà presente l'Autore, le televisioni, la stampa e le Aurorità cittadine, sono invitati tutti mazzarinesi dei centri di emigrazione vicino Torino.

Presentazione del libro il Mistero Mazzarino a Roma

Il prof. Giuseppe Ferreri è stato ricevuto dal signor conte Federico La Longa Mancini che gli ha comunicato l'avvenuto incontro con Mons. Giuseppe Baldanza, primicerio della parrocchia Santa Maria Odigitria dei Siciliani, sita in Via del Tritone a Roma, durante il quale è stata concordato la realizzazione di una manifestazione culturale da svolgersi in questa sede, per la presentazione del libro il Mistero Mazzarino

lunedì 30 novembre 2009

Il Mistero Mazzarino a Roma



Presenzierà il conte Federico La Longa Mancini-Mazzarino
"Il mistero di Mazzarino" di Ferreri sarà presentato anche a Roma



di paolo bognanni
Mercoledì 25 Novembre 2009 - 18:28

“Il Mistero di Mazzarino” del prof. Giuseppe Ferreri sarà presentato prossimamente a Roma alla presenza del conte Federico La Longa Mancini-Mazzarino, erede dal famoso cardinale Mazzarino e cugino del Principe Alberto II di Monaco. All’evento parteciperanno pure i rappresentanti delle ambasciate di Francia, Spagna, Gran Bretagna e del principato di Monaco, nonché di rappresentanti del mondo culturale, accademico e rappresentanti della nobiltà romana.
L’autore del libro sabato prossimo sarà a Roma per organizzare il tutto e, quando prima, dare vita allo svolgimento dell’importante evento culturale. L’opera dello scrittore mazzarinese prof. Giuseppe Ferreri: “Il Mistero Mazzarino”, in appena undici mesi dalla data della sua prima presentazione, avvenuta il 5 gennaio di quest’anno, come era prevedibile, ha superato i confini della nostra isola per raggiungere Milano, Pescina (AQ) e Roma. Infatti, dopo una importantissima presentazione, avvenuta il 27 aprile 2009 presso la ”Villa Ghirlanda” di Cinisello Balsamo (MI), alla presenza dell’assessore comunale avv. Lorena Marrone, di origine mazzarinese, insieme a un folto gruppo di emigrati siciliani, provenienti dalla Lombardia e dal Veneto, il libro è stato presentato a Pescina (AQ), il 14 luglio 2009 all’interno della Casa Museo Mazzarino, alla presenza del sindaco della cittadina abruzzese avv. Maurizio Radichetti, del direttore della Casa Museo prof. Ferdinando Antonangelo, dell’avv. Rosolino Buscemi giornalista di Repubblica, sede di Palermo, del parroco della Chiesa della Madonna delle Grazie di Pescina e di un vasto e attento pubblico, molto interessato alle vicende siciliane degli avi del cardinale Giulio Raimondo Mazzarino, potente Capo del Governo del regno di Francia nel ‘700.Sabato 14 Novembre, sono arrivati a Mazzarino il dottor Salvatore Mazzarino, specialista endocrinologo-nutrizionista, la sorella Maria Clorinda, prof.ssa all’Università di Catania presso i dipartimenti di medicina, farmacia e scienze biologiche e un’altra sorella Maria, direttore di una banca di Catania. Quest’ultima ha portato e fatto vedere al pubblico lo stemma posto nell’anello d’oro della famiglia Mazzarino. Stemma che corrisponde esattamente a quello che è rappresentato nel gonfalone e nel logo della città di Mazzarino.

mercoledì 11 novembre 2009

Le nozze del conte Federico La Longa Mancini, discendente del Cardinale Giulio Raimondo Mazzarino

Foto del Matrimonio del conte Federico La Longa Mancini con la nobile siciliana donna Maria Emanuela Amato Scirè dei duchi di Caccamo


La cerimonia è stata celebrata da padre Augusto Matrullo, lo stesso prete è il padre spirituale di alcuni Vip come Renato Zero, Deborah Caprioglio, Gianni Boncompagni. Il Conte è membro dell’Accademia Araldica Nobiliare Italiana, discende da Santa Rita da Cascia e dal potente cardinale Mazzarino ed inoltre è imparentato con il Principe di Monaco Alberto II. Mentre la moglie, Maria Emanuela Amato Scirè dei duchi di Caccamo, è figlia di Salvatore Scirè e della nobile donna Elena Amato. Agli auguri delle persone vicine alla coppia, si aggiungono anche gli auguri di Sua Santità Benedetto XVI e dalle Loro Altezze Reali i Duchi d’Aosta.

lunedì 9 novembre 2009

RAI TRE "MEDITERRANEO", ha mandato in onda un servizio su "Il Mistero Mazzarino"

Sabato 7 Novembre 2009 alle ore 13,20 è andato in onda un servizio su "Il Mistero Mazzarino". lo stesso è andato in replica la sera alle ore 21,00 sulla rete satellitare, in lingua araba, francese, spagnola e inglese.
Il servizio per congegnato ha descritto molte immagini della città di Mazzarino e la relazione che esiste fra questa città e il grande personaggio della storia di Francia; il Cardinale Giulio Raimondo Mazzarino, scoperte dal Prof.Giuseppe Ferreri.

martedì 22 settembre 2009

DA UNO STUDIO DELLA PROF.SSA LOREDANA RIGGI, SCOPERTO UN NUOVO MISTERO LA PRONIPOTE DEL CARDINALE MAZZARINO, DIVENNE REGINA D'INGHILTERRA


APERTA UNA CAUSA DI BEATIFICAZIONE A CARICO DI MARIA BEATRICE D’ESTE REGINA D’INGHILTERRA E NIPOTE DEL CARDINALE MAZZARINO.
UN MOTIVO D’ORGOGLIO PER OGNI ITALIANO E UN ESEMPIO PER TUTTI I CATTOLICI

Il suo ricordo merita di essere richiamato e portato come nobilissimo esempio non tanto per il popolo inglese, ma per tutti i cattolici, quale insigne paladina della Fede Cattolica.
Oggi scarsamente ricordata nella città, che le aveva dato i natali, nel 1658, Maria Beatrice Eleanor Anne Margaret Isabella D’Este, figlia del duca Alfonso IV e di Laura Martinozzi (una delle celebri “mazzarinettes“, le chiacchierate nipoti del cardinale Mazzarino) fu regina d’Inghilterra, assieme al consorte Giacomo II Stuart, proprio in quel periodo storico in cui andava affermandosi il modello dello stato rappresentativo, a scapito della monarchia assoluta di diritto divino.
I documenti consultati dalla Prof. Loredana Riggi (docente di Lingua Inglese presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania) che dopo aver condotto un accurato studio oggi appoggia la causa di beatificazione della sovrana, hanno confermato «che il padre del cardinale fu Pietro Mazzarino, un nobile di sicura origine siciliana », notaio ed intendente di casa Colonna. Filadelfo Mugnos fa derivare lo stipite dei Mazzarino dalla Reale Casa Normanna di Sicilia sempre vissuti col dominio della terra di Mazzarino. La famiglia Mazzarino «ebbe sicura origine negli anni intorno al 1250 nell’omonima città siciliana», con Giovanni Mongialino (1287), eroe del Vespro Siciliano, diretto discendente del conte Enrico di Lombardia, il quale, dopo essere stato espulso da Mazzarino con la sua famiglia, per “grazia” concessa da Maria Santissima del Mazzaro, ritorna in città, si appropria dei propri possedimenti ed adotta il nuovo cognome di “Mazzarino”, divenendo capostipite della famiglia siciliana “dei Mazzarino”, che «circa tra secoli dopo diede i natali al cardinale Giulio Raimondo Mazzarino
Cresciuta ed educata nella piccola ma raffinata corte modenese, Maria Beatrice assimilò l’amore per la cultura di ascendenza umanistica, ma anche il rigorismo cattolico.Poco più che bambina, Maria Beatrice aveva espresso la volontà di seguire la sua sincera vocazione religiosa e di prendere i voti, per potere essere ammessa al Convento della Visitazione, edificato per volontà materna nei giardini del palazzo ducale, quando, appena quattordicenne, venne proiettata nello scenario internazionale, attraverso quel peculiare aspetto della politica seicentesca, rappresentato dalle alleanze matrimoniali, che obbedivano sempre a criteri di opportunità diplomatica, e che sottendevano logiche di prestigio.
Luigi XIV, il “Re Sole“, appoggiato da papa Clemente X che le indirizzò un breve, nel quale la esortava ad accettare la proposta di matrimonio dello Stuart, essendo una coppia di sovrani cattolici, uno strumento ideale per contrastare la religione riformata, all’epoca trionfante in Inghilterra, per ragioni politiche voleva favorire il ritorno del Cattolicesimo in Inghilterra e pensò quindi di ottenere ciò anche facendo sposare al principe di York, Giacomo II Stuart, che era cattolico, una principessa cattolica. All’epoca in Inghilterra regnava Carlo II, ormai vecchio e senza figli, alla cui morte il trono sarebbe dovuto passare al fratello Giacomo II, quarantenne, vedovo e con due figlie femmine.
Luigi XIV voleva una donna di nobile e antico casato, cattolica, devota ed osservante, che risultasse gradita al duca di York e gli assicurasse una numerosa prole ed altrettanto numerosa discendenza. La scelta cadde su Maria Beatrice che, già votata a farsi suora, non ne voleva però sapere. La madre inizialmente l’appoggiò, ma ormai tutto era deciso e a risolvere la questione fu l’intervento del papa, che fece sapere a Maria Beatrice che sarebbe stato più meritorio e utile per la Chiesa cattolica sposare il futuro re d’Inghilterra piuttosto che entrare in convento. Maria Beatrice acconsentì al volere del papa.
Il 30 settembre 1673, a Modena, il quarantenne Giacomo II sposò per procura la quindicenne principessa d’Este, senza sfarzo e festeggiamenti, quasi in segreto. Qualche giorno dopo la madre, che era reggente del ducato per il figlio tredicenne, Francesco II, partì con la sorella per Londra, accompagnata dallo zio, il cardinale Rinaldo, e dagli ambasciatori, facendo tappa a Parigi dove fu ospite alla corte del Re Sole. La sosta a Parigi doveva essere breve ma si prolungò per diverso tempo poiché il parlamento inglese temendo il pericolo di un ritorno al cattolicesimo favorito da quel matrimonio stentava a concederle il permesso d’entrata, in ragione del suo essere cattolica, circostanza che la rendeva poco gradita, se non addirittura invisa. Dopo estenuanti e accesi dibattiti, infine, la riserva venne sciolta e la duchessa di York poté approdare a Dover nel Dicembre di quel medesimo anno, per conoscere il marito. Il primo incontro tra i due coniugi non avvenne sotto i migliori auspici e parve confermare coloro che avevano espresso dubbi circa l’opportunità dell’unione: se Giacomo rimase colpito dalla grazia adolescenziale e dall’eleganza innata di Maria Beatrice, l’impressione positiva non poté dirsi reciproca, per lei che, giovanissima si ritrovò sposata ad un uomo assai poco avvenente e per nulla brillante, oltre che di ben venticinque anni più vecchio. Dopo essere stati ammessi e presentati a corte, dove un banchetto venne offerto in loro onore, i duchi di York presero alloggio nel palazzo di St. James, che, edificato per volere di Enrico VIII, all’interno del parco omonimo, era già stato residenza di reali, ma che rispetto al livello qualitativo consueto nell’architettura italiana della seconda metà del Seicento risultava austero e spoglio.
Pertanto, la duchessa si circondò di pittori, scultori e arredatori allo scopo ingentilire la nuova dimora, operazione nella quale dimostrava di possedere un’attenzione per l’estetica, tutta italiana, che la qualificava quale degna discendente della casa d’Este, che aveva dato i natali a molti e celebrati mecenati e cultori delle arti. Seguendo la consuetudine dell’epoca per quanto concerneva i dibattiti intellettuali, Maria Beatrice a palazzo St. James animò un salotto letterario, in cui persone legate da affinità sociali e culturali si incontravano sistematicamente per discutere di poesia, filosofia ed arte, finendo per dar vita ad una sorta di circolo informale, che favoriva le circolazione delle idee e degli orientamenti più innovativi del pensiero. Intelligente e colta, dolce e al contempo volitiva, la duchessa di York si adoperò in ogni modo per guadagnarsi la benevolenza della nuova famiglia, facendo ricorso alle proprie capacità di ambientazione: si adattò rapidamente alle abitudini di palazzo, imparò un inglese impeccabile, si mostrò sempre allegra e compiacente, discreta ed affettuosa anche con coloro che erano prevenuti nei suoi confronti.
Riuscì a stabilire un’ottima intesa col sovrano Carlo II e tentò con minore successo di entrare nelle grazie di sua moglie Caterina di Braganza e delle figlie di primo letto di Giacomo, Maria e Anna, per le quali ebbe sempre la tenerezza e le attenzioni di una madre. Anche il rapporto con il marito andava migliorando, l’affetto che questi le dimostrava l’avevano col tempo aiutata a superare la repulsione iniziale ed in lui aveva scoperto ed imparato ad apprezzare qualità quali la tenacia, il coraggio e l’abnegazione assoluta nel perseguire la realizzazione dei propri ideali.
Nel Gennaio 1675 nacque la prima figlia dei duchi di York, Caterina Laura, battezzata secondo il rito cattolico e il giorno seguente secondo quello anglicano, purtroppo solo dieci mesi più tardi la piccola moriva, assalita da improvvise e violente convulsioni.Fino alla morte di Carlo II nel 1685 la vita a corte per Maria Beatrice fu durissima per il disprezzo dei cortigiani che la chiamavano “la figlia del papa” o “la papista“, (alcuni rumors diffusero la voce che fosse un’agente del papa Clemente X) e le calunniarono anche, le infedeltà del marito che continuò la sua vita libertina, e la morte di quattro dei sei figli avuti dal matrimonio (un settimo si aggiungerà più tardi).
Alla morte di Carlo II e all’ascesa al trono di Giacomo II, il comportamento del marito cambiò e fra i due si stabilì un rapporto più affettuoso, grazie soprattutto al carattere mite della nuova regina. Non cambiò invece il rapporto coi protestanti che non potevano accettare un re e una regina cattolici.
Di fronte al pericolo insito nel perpetuarsi di una dinastia cattolica e assolutistica, le divergenze tra le fazioni parlamentari si appianarono, ed anche coloro che erano contrari, in linea di principio, a turbare l’ordine tradizionale della successione, con un intervento lesivo delle prerogative regie, mutarono la loro posizione e rivolsero un appello a Guglielmo d’Orange, poiché si recasse in Inghilterra. L’invito non giungeva inatteso: Stadthouder d’Olanda e marito di Maria Stuart, figlia maggiore di Giacomo, Guglielmo, che in precedenza era ricorso ad ogni mezzo per accreditarsi quale campione del protestantesimo, aveva già apprestato una flotta di 15.000 uomini, coi quali si accingeva a sbarcare sulle coste inglesi.
Nel febbraio del 1689 Guglielmo e Maria furono proclamati sovrani d’Inghilterra, ma prima di poter essere incoronati ufficialmente si impegnarono con una promessa solenne ad osservare la Dichiarazione dei diritti, un corpus di leggi che condannavano i tentativi di Giacomo II di sovvertire e distruggere la religione protestante, fornivano un fondamento giuridico ai poteri del parlamento e riaffermavano le tradizionali libertà del paese. Col loro giuramento, Guglielmo e Maria posero termine alla storia degli Stuart
Ne scaturì la gloriosa rivoluzione, la cacciata degli Stuart Maria Beatrice e Giacomo II furono costretti all’esilio e si stabilirono a St. Germain en Laye, presso Parigi. Maria Beatrice anche nell’esilio tenne un comportamento regale e nelle lettere ai parenti e governanti si firmò sempre secondo l’uso, ancora oggi praticato dalla regina Elisabetta di far seguire al nome la R maiuscola iniziale del termine latino regina.
Incoraggiò e appoggiò il proposito del marito di ritornare sul trono, instaurare il cattolicesimo e stabilire l’assolutismo monarchico. Alla morte di Giacomo II nel 1701 assunse la reggenza per il figlio Giacomo Francesco Edoardo cui il Re Sole riconobbe il titolo di “Giacomo III“: Maria Beatrice difese strenuamente i diritti del figlio e lo spronò a continuare l’azione, ormai anacronistica, del padre volta a riportare uno Stuart sul trono d’Inghilterra, convinta di essere portatrice di una missione divina.
A Giacomo III fu offerto il trono a condizione che, anche solo formalmente, si convertisse al protestantesimo, ma egli rifiutò con sdegno la proposta.
Maria Beatrice, ultima regina cattolica d’Inghilterra, ricordata dagli inglesi come “Mary of Modena“, morì il 7 maggio 1718 e fu sepolta accanto al marito.
Nel 1793, durante la rivoluzione francese, alcuni fanatici violarono le tombe dei due sovrani e dispersero i resti di entrambi.
Recentemente (2007) si è costituito a Modena un comitato (http://www.beatificazionemariabeatrice.it/) per ottenere dall’autorità ecclesiastica l’introduzione della causa di canonizzazione della regina Maria Beatrice, ravvisando nella vita della regina “tutti gli elementi che contraddistinguono la santità“, cioè una condotta di vita moralmente irreprensibile e inattaccabile e la virtù della rinuncia: “Maria Beatrice è stata capace di rinunciare a un trono in nome della propria Fede, seguendo il motto: “non si può barattare il Regno dei Cieli con un regno terreno, per quanto grande esso sia”. In un mondo dove il motto dominante è “fai ciò che vuoi” e dove ogni più piccola rinuncia a beni materiali sembra insopportabile, Maria Beatrice costituisce un esempio di vita, un vero e proprio faro“.
Maria Beatrice è poco conosciuta in Italia e nella sua stessa Modena. A parere del Comitato Maria Beatrice merita, per quello che è stato il suo ruolo e soprattutto per l’impeccabile stile di vita, di essere ricollocata nella sua giusta dimensione nella memoria dei modenesi e degli italiani.
I contemporanei dicono di lei che fu di bell’aspetto, gentile e regale nel portamento, affabile, sempre di buon umore e religiosissima per cui anche sotto gli abiti eleganti indossati portava un cilicio e prima di coricarsi pregava lungamente e devotamente in ginocchio sul pavimento freddo. Come tutti gli Estensi era colta e amante delle arti e della letteratura per cui si circondò di artisti e letterati.

Cattolica, in un paese protestante, perse la corona a causa della sua fede, conobbe la miseria e l’umiliazione ma, quando i suoi fedeli la supplicavano di convertirsi, anche solo formalmente, per risalire al trono e porre fine a tutte le avversità, caparbiamente rispondeva che assai sciocco sarebbe stato chi avesse accettato di barattare il Paradiso per una corona, l’eterna felicità per una gloria terrena, l’infinito con il finito…Assai lontana dai giorni nostri è la concezione di una fede talmente forte da far dimenticare ogni bene e ogni dolore terreno, di un amore talmente puro da dare tanto e non chiedere nulla, di una forza così eroica da sopportare i più tremendi dolori senza mai vacillare. E la persona che incarna in sé tutto ciò non può che apparirci come una irraggiungibile Santa, oppure come un esempio che a distanza di secoli, a noi che abbiamo perso ormai ogni contatto con il trascendente, che viviamo in una dimensione troppo materiale, ricca di benessere ma anche di inutili ansie ed effimere frustrazioni, può ancora insegnare moltissimo… Loredana Riggi

lunedì 21 settembre 2009

Il Dott. Salvatore Mazzarino presente ai festeggiamenti della Patrona della città: Maria SS: del Mazzaro

DOMENICA 20 SETTEMBRE 2009
LA SICILIA
A Mazzarino oggi il pontificale on-line del vescovo Pennisi

MAZZARINO. La celebrazione del solenne pontificale oggi alle 11,
presieduto da Mons. Michele Pennisi, andrà in diretta on line sul
sito della Madonna del Mazzaro.
Oltre alle autorità civili e religiose parteciperà alla santa messa
una discendenza del casato dei "Mazzarino", (da cui traeva origine
il Cardinale primo ministro francese Giulio Raimondo Mazzarino).
Il dott. Salvatore Mazzarino (che opera come specialista nutrizionista
a Catania e Roma) insieme ai suoi familiari e amici sarà anche ricevuto
dal sindaco Vincenzo D’Asaro. La visita della famiglia Mazzarino è
stata organizzata dal prof. Giuseppe Ferreri, autore del libro
il "Mistero Mazzarino", che collega le origini della dinastia del
Ministro francese alla nostra città e dove ci informa che il
Cardinal ha origini normanno - sveve, e che discende dal
casato dei Mazzarino, il cui capostipite il Conte Giovanni
Mazzarino visse e operò proprio a Mazzarino
nel periodo del XIII sec.
"Il dott. Mazzarino - spiega Ferreri - ha letto il mio libro
che una nostra paesana le ha regalato qualche mese fa,
incuriosito del contenuto ha voluto incontrarmi e adesso è
curioso di scoprire tutto ciò che è legato alle sue origini.
Inoltre durante il nostro incontro mi ha raccontato che è
consuetudine dei maschi della famiglia regalare un anello
con lo stemma dei "Mazzarino" alle proprie mogli nel giorno
del matrimonio, un’usanza che si ripete anche ai giorni nostri.
Inoltre - conclude Ferreri - lo stemma dei Mazzarino è
riconducibile a quello della nostra città dove è riportato
il fascio del littorio simbolo di laicità, la banda azzurra con 3
stelle simbolo della religiosità e devozione alla Madonna e
la corona ducale".
"La mia visita a Mazzarino - afferma il dott. Mazzarino
raggiunto telefonicamente - proprio per il giorno della
festa della Madonna conferma anche la fortissima
devozione e consacrazione che tutti i personaggi del
casato Mazzarino, come si racconta nel libro del
Ferreri, hanno sempre avuto verso Maria SS. del
Mazzaro. La discendenza della mia famiglia è stata
studiata dallo storico scrittore Santo Mazzarino che
aveva ricostruito i legami fino al Cardinale, nonostante
fossi a conoscenza delle origini molto più antiche risalibili
al 1200 circa, solo adesso grazie all’opera di Ferreri ho
conferma della discendenza fino al Conte Giovanni Mazzarino.
Da un po’ di tempo - conclude il dott. - nel mondo si è creato
un movimento che si chiama "Mazzarino in the world" dove
tutti quelli che portano questo cognome si incontrano, e
questo movimento ci riconduce necessariamente
alla città di Mazzarino".
La processione della Madonna andrà in diretta a
partire dalle 18 di oggi su Video
Mediterraneo e Video Mediterraneo sat.
CONCETTA SANTAGATI

sabato 12 settembre 2009

Recensione il Mistero Mazzarino di Dott.ssa Ettorina Nigrelli

Giuseppe Ferreri
Il Mistero Mazzarino
Edizioni Novagraf 2008
Euro 25,00

Di Ettorina Nigrelli



Il libro consta di 366 pagine ed 11 capitoli; nelle prime 100 pagine l’autore ripercorre le linee storiografiche della zona centro meridionale della Sicilia,dal X al VI sec a.C con riferimenti alla presenza di popolazioni antiche quali i Siculi, i Sicani,i Fenici, delineando i caratteri di mitezza dei mazzarinesi, durante le varie colonizzazioni dai greci ai romani , dai bizantini agli arabi, ai normanni, soffermandosi sui siti archelogici di Mazzarino e paesi limitrofi.
L’escursus storico evidenzia il coinvolgimento della popolazione autoctona alle influenze del cristianesimo da San Pancrazio vescovo di Taormina all’edificazione di numerose chiese e monasteri nei quali si iniziavano i primi albori della vita monastica, che troverà nei secoli avvenire, soprattutto dal medioevo in poi, una più ampia diffusione.
A Mazzarino contro le scorrerie musulmane, si narra che intorno al 1125 d.C in C.da Mazzaro si verificò un evento miracoloso: fu ritrovato un trittico di fattura bizantina raffigurante S. Maria delle Grazie con in braccio il bambino e ai lati S. Agata e Santa Lucia; la Madonna delle Grazie fu proclamata, con le autorità normanne , patrona della città e denominata familiarmente Madonna del Mazzaro.
La presenza dei Saraceni in Sicilia fu un arricchimento attraverso una commistione culturale orientale ed occidentale anche attraverso le comunità monastiche fiorenti. Ci sono citazioni di termini siciliani la cui radice è araba, per es. la “quas ‘at” fu tradotto in siciliano in “cassata” dolce raffinato di origine araba adottato in maniera capillare dalle popolazioni siciliane cristiane, e pare anche che la “gesia” cioè la tangente del 10% per svolgere il proprio lavoro senza subire vessazioni, sia di derivazione araba. Pertanto contro le angherie arabe ben furono ammessi i normanni guerrieri scelti da Dio che aveva affidato loro il compito di affidare alla cristianità i territori nei quali regnavano i musulmani.; si distinguevano i due fratelli d’Altavilla, con costruzioni di chiese in cui l’elemento artistico latino predominava su quello bizantino i quali espandevano il patrimonio feudale. La incursione dei Normanni a Mazzaranu e a Butera riportando la vittoria a Cerami viene evocata nella città di Piazza Armerina in occasione del Palio dei Normanni per la festa patronale di SS Maria delle Vittorie icona che il papa Alesando II fece recapitare a Ruggero il normanno per la vittoria riportata sui musulmani.
Il capitolo IV è una dettagliata storia di cosiddetti signori di Mazzarino intorno alla dinastia di Costanza d’ Altavilla , madre di Federico II che ella lasciò sotto la tutela del papa, Innocenzo III, che ne fece un re illuminato, colto , ricco di umanità, legislatore riformista, e filosofo che imprimeva agli edifici da lui voluti, figure geometriche con particolari significati cosmici e cristocentrici, prediligendo la forma ottagonale.
Durante la dinastia degli angioini, pare vi sia un declino nella gestione del potere con una profonda sfiducia nelle istituzioni da parte dei siciliani, che sfociarono nei vespri siciliani per la rivendicazione del diritto e dell’ onore.
Particolare attenzione pone l’autore alla storia dello stemma araldico di Mazzarino nel suo significato emblematico mutuato dall’ordine carmelitano con la devozione alla Madonna, nel suo significato esclusivo adottato dalla famiglia Mazzarino del cardinale Giulio Mazzarino ( le cui origini risalirebbero per parte paterna ai casati di Ruggero II, Federico II di Svevia, e per ramo materno alla nobile famiglia dei
Lentini) , che lo modificava per celebrare i suoi gloriosi fasti con la barra blu ( il manto della madonna) e le tre stelle ( fede, speranza, carità) da trasversale in orizzontale per rappresentare la religiosità dei Mazzarino, la sua consacrazione, la devozione a SS.Maria del Mazzaro, la scure del fascio littorio spostata verso l’alto per sottolineare l’antica dignità della famiglia legata alla potenza imperiale dell’antica Roma.

Dott.ssa Ettorina NIGRELLI

giovedì 20 agosto 2009

giovedì 30 luglio 2009

Il Mistero Mazzarino presentato a Pescina (AQ)

Il mistero Mazzarino
Scritto da Publipoint
In occasione dell’anniversario della nascita del Cardinale Giulio Raimondo Mazzarino avvenuta il 14 Luglio 1602, a Pescina in provincia di L'Aquila, in Abruzzo, è in programma la presentazione del libro di Giuseppe Ferreri, “Il mistero Mazzarino”. La kermesse si tiene nell’ambito delle manifestazioni programmate dal Direttivo della Casa Museo e dall’Amministrazione Comunale, in occasione dell’anniversario della nascita del Cardinale 14 Luglio 1602 – 14 Luglio 2009. Per l’importante evento interverranno il soprano Letitia Vitelaru e il baritono Daniele Antonangeli accompagnati al pianoforte dal Maestro Alesssandro Fortuna. La presentazione sarà moderata da Lino Buscemi, uno degli autori di Utility Magazine.
Giuseppe Ferreri a seguito della lettura di un libro scritto da Mazarine Pingeot Mitterand, è stato spinto ad effettuare approfondite ricerche, sulla singolarità del fatto che, il nome di questa autrice francese, corrisponde a quello della città siciliana, sita nella provincia di Caltanissetta. Dopo anni di riflessioni e studi, ha raccolto e prodotto in questo volume alcuni rari documentati che attestano l’origine siciliana degli avi del Cardinale Mazzarino e testimoniano le vicissitudini storiche dell’antichissima città di Mazzarino.
Il libro e la ricerca di Ferreri svelano i tanti misteri legati alla figura del Cardinale Giulio Raimondo Mazzarino, discendente dalla famiglia del conte Giovanni Mazzarino. Diversi sono gli intrecci svelati dall'autore come la relazione che lega la figura del cardinale Mazzarino con l’ex presidente francese Mitterand e la presunta figlia naturale Mazarine Pingeot. Senza dimenticare la scoperta delle origini dello stemma nobiliare della famiglia e della città di Mazzarino e i suoi legami con la religione. Affascinante anche la spiegazione del nesso tra Mazzarino e il principe Alberto II di Monaco, reputato duca di Mazzarino.
PER SAPERNE DI PIÙ: Consulta il blog dell'autore del libro Giuseppe Ferreri
QUANDO: Martedì 14 Luglio 2009 alle ore 16.30, presso La Sala Conferenze della Casa Museo “G.R. Mazzarino” a Pescina.
PROGRAMMA: Momento musicale lirico da parte del soprano Letitia Vitelaru e del baritono Daniele Antonangeli, accompagnati al pianoforte dal M° Alessandro Fortuna. Saluti del Sindaco Maurizio Radichetti e del Presidente Ferdinando Antonangelo.Presentazione del libro “Il mistero Mazzarino” del Giuseppe Ferreri.I nterverranno: . Lino Buscemi, giornalista. L’Onorevole Salvatore Placenti già Vicepresidente della Regione Sicilia. Conclusione musicale da parte del soprano Letizia Vitelaru, del baritono Daniele Antonangeli e del Maestro Alessandro Fortuna; Inaugurazione della mostra fotografica “Pescina ieri e oggi”.

venerdì 24 luglio 2009

domenica 12 luglio 2009

"Il Mistero Mazzarino" verrà presentato a Pescina (AQ) il 14 luglio 2009 presso la Casa - Museo Mazzarino alle ore 16,00

“Il mistero Mazzarino” di Giuseppe Ferreri
Dom, 12/07/2009 - 08:56

Pescina. Martedì 14 Luglio c.m. alle ore 16.30, presso La Sala Conferenze della Casa Museo “G.R. Mazzarino”, nell’ambito delle manifestazioni programmate dal Direttivo della Casa Museo e dall’Amministrazione Comunale, in occasione dell’anniversario della nascita del Cardinale 14 Luglio 1602 – 14 Luglio 2009 si terrà la presentazione del libro “Il mistero Mazzarino” del Prof. Giuseppe Ferreri e l’inaugurazione della mostra fotografica permanente “Pescina ieri e oggi”.Per l’importante evento interverranno il soprano Letitia Vitelaru e il baritono Daniele Antonangeli accompagnati al pianoforte dal M° Alessandro Fortuna.
Programma:
Momento musicale lirico da parte del soprano Letitia Vitelaru e del baritono Daniele Antonangeli, accompagnati al pianoforte dal M° Alessandro Fortuna.Saluti del Sindaco Avv. Maurizio Radichetti e del Presidente Prof. Ferdinando Antonangelo.Presentazione del libro “Il mistero Mazzarino” del Prof. Giuseppe Ferreri.Interverranno: . L’Avvocato Lino Buscemi, giornalista. . L’On.Prof. Salvatore Placenti già Vicepresidente della Regione Sicilia.Conclusione musicale da parte del soprano Letizia Vitelaru, del baritono Daniele Antonangeli e del M° Alessandro Fortuna;Inaugurazione della mostra fotografica “Pescina ieri e oggi”.

giovedì 2 luglio 2009